Il Garante europeo della protezione dei dati, il polacco Wojciech Wiewiórowski, ha chiesto limiti più severi allo scambio di dati di polizia tra l'Unione europea e gli Stati Uniti. In un parere diffuso il 27 ottobre, l'autorità avverte del rischio di una trasmissione massiccia di dati biometrici e chiede che il concetto di minaccia all'"ordine pubblico" sia interpretato in modo restrittivo.
Al centro c'è la "Grenzpartnerschaft", la partnership frontaliera voluta da Washington come condizione per il programma che consente a oltre 40 Paesi, tra cui l'Italia, di viaggiare negli Usa senza visto fino a 90 giorni. Il testo quadro, il cui termine scade alla fine del 2026, dovrà essere seguito da accordi attuativi nazionali; in Germania sarà competente il ministero dell'Interno, che non ha voluto spiegare come si prepara.
Il parere rileva inoltre che gli Usa non hanno indicato quali autorità indipendenti vigileranno sui dati e che l'accesso alle banche dati nazionali rischia di aggirare i sistemi europei come SIS, VIS ed ETIAS. Wiewiórowski chiede maggiore trasparenza sui sospetti che motivano le ricerche.
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