La Serbia continuerà a rifiutare le sanzioni alla Russia. Lo ha dichiarato oggi il presidente Aleksandar Vučić, in un'intervista pubblicata da Ksenia Sobchak, figlia del primo mentore politico di Vladimir Putin. Vučić ha sostenuto che l'opposizione introdurrebbe le sanzioni entro dieci giorni da un'eventuale vittoria elettorale e ha definito la politica estera serba indipendente sia da Mosca sia dalle potenze occidentali.
In vista delle elezioni parlamentari del 25 ottobre, il leader serbo ha accusato potenze straniere di versare centinaia di milioni, forse miliardi, di euro a Ong e media per destabilizzare il Paese e rovesciare il governo, senza fornire prove. Ha descritto le proteste di massa seguite al disastro alla stazione ferroviaria di Novi Sad nel 2024, costato 16 vite, come un tentativo di conquistare il potere senza elezioni; le manifestazioni guidate dagli studenti sono diventate un movimento anticorruzione nazionale. Vučić si è detto fiducioso in una vittoria che gli permetterebbe di tornare primo ministro.
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