Uno studio dell’Università del Texas ad Austin, appena pubblicato sulla rivista Water Research, valuta metodi già disponibili per desalinizzare le acque reflue dell’industria petrolifera e del gas e usarle nel raffreddamento dei data center. I ricercatori indicano nell’osmosi inversa il metodo più efficiente, anche se incontra limiti con acque più salate di quelle marine; in alternativa si può vaporizzare l’acqua e recuperare la parte dolce, con consumi maggiori. L’obiettivo è ridurre la pressione dei data center sull’acqua dolce.
Nel Permiano, in Texas, l’industria genera circa 790 milioni di galloni di reflui al giorno, oggi trasportati a distanza e iniettati nel sottosuolo, con rischi sismici e spazi che potrebbero esaurirsi già nel 2030.
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