In Israele il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato l'intenzione di promuovere una legge che permetta di revocare la cittadinanza a chi diffama i soldati israeliani, con sanzioni economiche più severe. La misura risponde al documentario NAZA, diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor e basato su testimonianze anonime di militari e operatori dell'intelligence, secondo cui le morti di civili a Gaza venivano incorporate nelle decisioni di targeting. Netanyahu e l'esercito respingono le accuse.
Il film, al centro del dibattito israeliano all'inizio di ottobre 2026, chiama in causa istituzioni considerate prestigiose: unità di intelligence, Aeronautica e la cultura professionale che collega il servizio militare all'industria tecnologica. In un saggio del 2 ottobre l'accademico israeliano Sebastian Ben Daniel sostiene che la responsabilità non ricade soltanto sui politici dell'estrema destra.
A una proiezione uno spettatore ha accostato le testimonianze ai processi di Norimberga: una reazione del pubblico, non un giudizio giudiziario.
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