Il Fondo monetario internazionale stima per il 2026 un'inflazione al 3,3% in Italia e al 3,1% nell'eurozona. Le previsioni arrivano mentre le riserve energetiche si assottigliano e nuovi shock possono colpire forniture e mercati.
Nelle economie avanzate il deficit dovrebbe attestarsi al 5,2% del Pil, il massimo dal 2021, con il costo del debito che restringe la capacità dei governi di compensare i rincari con bonus e tagli fiscali. Per l'Italia il quadro indica un Pil allo 0,8%, meno debole delle attese ma insufficiente a recuperare salari e redditi.
Le banche centrali restano chiamate anzitutto a contenere l'inflazione e non potranno ripetere gli interventi espansivi del passato.
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