In Iran, ieri, il responsabile ad interim della preghiera del venerdì di Teheran, Mohammad Javad Haj Ali Akbari, ha definito le richieste di rivedere la dottrina nucleare una richiesta nazionale in crescita, legata alla sicurezza e alla necessità di rafforzare la deterrenza. Ha respinto l'idea che sia una reazione emotiva o di una sola parte politica.
Ha citato l'uccisione del leader Ayatollah Seyyed Ali Khamenei e il mancato rispetto degli impegni, oltre a sondaggi in cui oltre il 70% degli intervistati sosteneva la revisione. Ha ricordato le richieste di studenti, accademici e associazioni professionali e invitato università ed esperti a studiare il tema, con raccomandazioni da sottoporre al leader Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, cui spetta la decisione finale.
Ha anche avvertito che le aperture statunitensi ai negoziati non devono indurre a ridurre la vigilanza.
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