In Italia, l'Associazione Rurale Italiana (Ari) ha lanciato l'8 ottobre 2026 un allarme sulle nuove norme europee che deregolamentano i nuovi OGM, le cosiddette NGT. In vigore dal 2028, eliminano tracciabilità ed etichettatura e rendono i semi modificati indistinguibili da quelli convenzionali e biologici.
L'associazione denuncia il rischio per i distretti italiani delle sementi: circa 275.000 ettari, 30.000 aziende e un export da 559 milioni di euro nel 2025. Le aree più esposte sono Emilia-Romagna e Marche, seguite da Toscana, Puglia, Molise, Basilicata, Umbria e Abruzzo. Ari chiede alle Regioni una moratoria, il divieto di vendita dei semi NGT di categoria 1 e l'obbligo di notifica per l'export.
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