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L'Italia è tra i tredici Paesi dell'Unione europea che non hanno ancora recepito la direttiva anti SLAPP, che tutela giornalisti e attivisti dalle cause intimidatorie, ed è sotto procedura d'infrazione per aver mancato la scadenza del 6 maggio.

A inizio ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un testo definitivo, non ancora reso pubblico. Le modifiche rispetto alla bozza provvisoria di luglio sarebbero poche.

In parallelo il parlamento bulgaro ha approvato una legge che va oltre i requisiti minimi di Bruxelles, estendendola anche alle SLAPP nazionali e ai procedimenti già avviati; Francia, Belgio, Polonia e Paesi Bassi avevano già legiferato in questa direzione. Le associazioni italiane chiedono che anche il testo nazionale copra le SLAPP domestiche, il 90% delle azioni vessatorie, e i procedimenti amministrativi e penali.

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