«Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani». Giorgia Meloni fissa così i propri obiettivi in un'intervista raccolta nel libro di Bruno Vespa «Storia della Seconda Repubblica», in libreria da ieri per Mondadori-Rai Libri: l'orizzonte sono le politiche del 2027, non la successione a Sergio Mattarella.
La presidente del Consiglio rivendica però il diritto del centrodestra a indicare un candidato al Colle: «Non si capisce perché debba fare scandalo l'idea che una personalità di cultura conservatrice possa ambire a quel ruolo». Alla sinistra attribuisce un «razzismo culturale» e una «concezione proprietaria delle istituzioni», con «crisi isteriche» ogni volta che si profila un presidente espresso dal centrodestra.
Sulla sconfitta al referendum sulla giustizia parla di «grande occasione» persa per il Paese e ammette una campagna «un po' troppo tecnica»; promette di lavorare per una giustizia più efficiente e per liberare la magistratura «dalla piaga delle correnti».
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