In Mali, nel Sahel, gli attacchi contro i lavoratori cinesi stanno mettendo alla prova l'affidamento di Pechino alle forze di sicurezza africane. Il 9 maggio combattenti di JNIM, affiliata ad al-Qaeda, hanno fermato autobus e camion a Zambougou, nella regione di Ségou, a circa 60 chilometri da Bamako, bruciando almeno 40 veicoli civili. Tre giorni dopo l'ambasciata cinese a Bamako ha invitato i connazionali a lasciare alcuni distretti minerari; a luglio una seconda nota ha segnalato attacchi a stranieri intorno a Kenieba, Bougouni e Foulou.
Bamako affida alla Russia il personale che combatte a fianco dell'esercito e alla Cina la fornitura di equipaggiamenti e addestramento, come nell'accordo firmato con Norinco il 2 settembre 2024. Il 10 settembre l'esercito ha subito forti perdite nel campo di Dioura. Le aziende cinesi di sicurezza operano senza armi proprie, lasciando il combattimento alle forze locali.
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