In Serbia, a cinque giorni dalle elezioni del 25 ottobre, si allarga il caso dello spyware Pegasus. Il Citizen Lab dell'Università di Toronto ha accertato che il telefono di Jelena Kontić, studentessa del movimento di protesta nato nel 2024 dopo il crollo della pensilina di Novi Sad, era infettato dal software spia. Ieri è emerso che anche il rettore dell'Università di Belgrado Vladan Djokic e l'ex procuratore Rade Bajic sono stati colpiti. Dall'inizio del 2026 altre 14 persone in Serbia sono state prese di mira.
Un gruppo di 29 eurodeputati ha chiesto alla Commissione europea di condizionare i progressi della Serbia verso l'Ue a un audit indipendente dei servizi di sicurezza. Cinque anni dopo le prime rivelazioni su Pegasus, l'Unione non ha ancora una legge comune che regoli gli spyware e tuteli le vittime.
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