In Italia il nuovo decreto sicurezza, che introduce nuovi reati, aggravanti e norme sull'imputabilità dei minori, non è ancora arrivato al Quirinale: è fermo alla Ragioneria di Stato per la bollinatura. Prima dell'entrata in vigore sono arrivate critiche da opposizioni, associazioni che lavorano con i minori, avvocati penalisti e psicologi.
Francesco Petrelli, presidente delle Camere penali, ieri ha parlato di «ennesimo giro di vite», sostenendo l'inutilità dell'innalzamento della risposta penale e della criminalizzazione della devianza minorile, e ha definito il testo «un ulteriore strappo alle garanzie e ai diritti». Gli ha risposto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha difeso l'efficacia dei precedenti otto decreti citando quello sui rave.
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