Il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz ha avvertito mercoledì scorso, durante un comizio elettorale a Grosse Pointe Woods, nel Michigan, che l'elezione del democratico Abdul El-Sayed al Senato degli Stati Uniti «potrebbe costare vite americane». Cruz lo ha definito «convinto sostenitore dei Fratelli musulmani» e ha sostenuto che, se eletto e assegnato alla commissione Intelligence, ci sarebbe «un rischio molto reale» per la sicurezza nazionale. El-Sayed, che potrebbe diventare il primo musulmano a sedere al Senato, sfida l'ex deputato Mike Rogers per un seggio aperto, in una corsa serrata e decisiva.
Gli attacchi contro di lui proseguono da quando ha vinto le primarie ad agosto: il presidente Donald Trump lo ha chiamato «jihadista», il senatore dell'Alabama Tommy Tuberville «terrorista». Sabato la portavoce del Comitato nazionale repubblicano, Natalie Baldassarre, ha detto al New York Post che El-Sayed «è più adatto a Guantanamo Bay che ai corridoi del Congresso». La media dei sondaggi RealClearPolitics lo dà avanti di 3,5 punti percentuali.
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