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Negli Stati Uniti l'esercito continua a intitolare mezzi e munizioni a tribù indiane. Lo scorso aprile una cerimonia che ha coinvolto la Northern Cheyenne Tribe e le tribù Cheyenne e Arapaho ha benedetto il Cheyenne, nuovo aereo da attacco dell'esercito statunitense.

La pratica risale agli anni Quaranta ed è stata formalizzata da un regolamento dell'esercito nei primi anni Sessanta, che prescriveva nomi capaci di «suggerire uno spirito aggressivo». Circa trenta sistemi d'arma portano oggi nomi di popoli indigeni: dagli elicotteri Apache, Black Hawk, Lakota e Sioux al missile Tomahawk, fino all'unità Navaho intitolata Narragansett nel 2024.

Le contestazioni non sono mancate: nel 2011 l'uso del nome Geronimo per l'operazione che uccise Osama bin Laden fu criticato da diversi leader tribali.

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