Il presidente dell'Istat, Chelli, ha indicato ieri, in audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica, la necessità di attenzione sulle dinamiche retributive nella fase di risalita dell'inflazione. Nella media del 2026 la crescita delle retribuzioni è stimata al 2,5%.
Chelli ha chiesto di monitorare il rincaro delle risorse energetiche e i potenziali effetti negativi su famiglie e imprese, pur rilevando che l'economia italiana si è dimostrata resiliente sul fronte della crescita. Il quadro di finanza pubblica, ha aggiunto, resta esposto a rischi orientati al ribasso.
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