I giudici di Bologna decidono oggi, 15 ottobre, se autorizzare l'attribuzione a una vittima ignota, indicata come «86», del frammento di viso trovato tra le macerie della stazione dopo la strage del 2 agosto 1980. Il reperto era stato attribuito a Maria Fresu, alla quale non apparterrebbe secondo la genetica. La decisione può incidere sulla posizione di Gilberto Cavallini, ex militante dei Nuclei armati rivoluzionari.
Cavallini, ultrasettantenne, ha avuto confermata dalla Cassazione il 15 gennaio 2025 la condanna definitiva all'ergastolo per banda armata, non per la strage, dopo trentotto anni di detenzione. Gli era stata concessa la semilibertà; una sanzione penale accessoria lo ha riportato in carcere in regime di isolamento, provvedimento poi revocato.
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