A Teheran, il 5 ottobre 2026, i vertici militari iraniani hanno avvertito che un nuovo attacco statunitense o israeliano non resterebbe confinato al territorio iraniano. Il capo di stato maggiore delle Forze armate, Ali Abdollahi, ha detto che l'Iran risponderà senza limiti a un'eventuale azione americana e che un nuovo attacco israeliano avrebbe conseguenze per tutta la regione. Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Mohsen Rezaei, ha parlato di nuovi fronti in caso di ulteriore errore degli avversari.
Il generale Amir Hatami, comandante dell'esercito, ha affermato che lo scontro non è concluso e che le Forze armate resteranno pronte. Ali Fadavi, della Guardia rivoluzionaria, ha avvertito i paesi che ospitano basi americane che ogni punto da cui parta un'azione contro l'Iran sarà colpito, e ha sostenuto che al momento nessuna nave statunitense è presente nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman o nell'Oceano Indiano settentrionale.
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