L'Electronic Frontier Foundation, organizzazione statunitense per i diritti digitali, ha depositato oggi un parere amicus curiae nel caso In re OpenAI, davanti ai tribunali degli Stati Uniti, dove editori e autori citano in giudizio le grandi aziende di intelligenza artificiale per aver addestrato i propri modelli su opere protette da copyright.
Nel documento l'organizzazione sostiene che una restrizione del fair use non toccherebbe soltanto l'IA generativa, ma anche la ricerca medica, il giornalismo investigativo e attività online quotidiane come aprire un link o guardare un video, che comportano copie intermedie. Le tecniche di raccolta dati usate da ricercatori e giornalisti, si legge, sono simili a quelle delle aziende tecnologiche.
L'EFF aggiunge che imporre una licenza per ogni opera avvantaggerebbe solo i gruppi più grandi e che maggiori diritti d'autore non garantirebbero compensi migliori agli artisti.
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