Il Cremlino sostiene l'intenzione del Vaticano di garantire sicurezza e rifornimenti agli abitanti del Donbass, in Ucraina, e annuncia il coordinamento tra le parti per corridoi e consegne d'emergenza. Non è previsto alcun cessate il fuoco. La posizione emerge oggi, 17 ottobre, dopo che dieci giorni fa il governatore insediato da Mosca, Vladimir Saldo, aveva giudicato la situazione non così grave da meritare attenzione internazionale.
La mossa rientra in una strategia russa verso la Santa Sede che accoglie la diplomazia umanitaria e respinge quella politica. Nel maggio 2025 il Vaticano si era offerto di ospitare un negoziato e il ministro degli Esteri Sergey Lavrov aveva risposto che due Paesi ortodossi non risolvono i loro conflitti in casa cattolica. Ad agosto l'ambasciatore Ivan Soltanovsky ha ribadito che la Santa Sede come sede dei colloqui non è una priorità.
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