Il Tribunale di Palermo ha accolto l'istanza della Procura cittadina di archiviare l'indagine sulla strage di via D'Amelio, dove il 19 luglio 1992 morirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Trentaquattro anni dopo, la notizia è del 6 ottobre.
La sentenza, di circa seicento pagine e firmata dal giudice Santi Bologna, indica che Borsellino e Giovanni Falcone, uccisi a cinquantasette giorni di distanza, furono colpiti probabilmente perché lavoravano all'indagine Mafia-appalti.
Roberto Scarpinato, magistrato della Procura di Palermo all'epoca dei fatti e oggi senatore del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione parlamentare antimafia, respinge come false le accuse di depistaggio legate alla riunione del 14 luglio 1992, quando il filone Mafia-appalti fu archiviato senza informare Borsellino, e le definisce a loro volta depistanti.
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