I ministri delle Finanze dell'Unione europea hanno tolto la settimana scorsa Panama dall'elenco delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, la cosiddetta lista nera dei paradisi fiscali. Il Paese centroamericano vi era stato inserito nel dicembre 2017, un anno dopo lo scandalo dei Panama Papers, l'inchiesta su 11,5 milioni di documenti che aveva rivelato come un solo studio legale panamense avesse registrato 214.000 società di comodo in oltre 200 Paesi.
Da allora Panama ha reso reato l'evasione fiscale, ha creato un registro dei titolari effettivi e a maggio il Congresso ha approvato la legge sulla sostanza economica: le società di gruppi multinazionali devono dimostrare di avere personale, strutture e decisioni strategiche nel Paese, altrimenti pagano un'imposta del 15% sui redditi.
Il presidente José Raúl Mulino ha rivendicato la decisione europea parlando di nuove opportunità di investimento.
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