Il documentario NAZA, diretto dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, raccoglie le testimonianze di 24 membri anonimi dell'esercito e dell'intelligence israeliani sull'uso di sistemi di intelligenza artificiale nella campagna di bombardamenti su Gaza. Il film, che il mese scorso ha vinto il Premio speciale della giuria alla 83esima Mostra del cinema di Venezia, ha superato negli Stati Uniti il mezzo milione di dollari di incassi in due settimane di programmazione.
In Israele le reazioni delle istituzioni sono state nette: il ministro della Cultura Miki Zohar ha definito l'opera un tradimento e ha chiesto di revocare la cittadinanza ai due registi, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha sollecitato una legge in tal senso e il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha annunciato l'uso di «ogni strumento a disposizione» contro la produzione. Attivisti di estrema destra hanno manifestato davanti alla casa dei genitori di Szor.
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