Il vice premier russo Aleksandr Novak ha dichiarato l'altro ieri, in un'intervista al programma Vesti, che dal 2022 l'Unione europea ha acquistato risorse energetiche russe per 320,7 miliardi di dollari, di cui 21,3 miliardi nei primi nove mesi del 2026. Mosca rivendica la continuità delle forniture nonostante le sanzioni, grazie alle eccezioni in vigore.
Ieri la Commissione europea ha contestato i calcoli, sostenendo che il Cremlino ha gonfiato le cifre. Il portavoce Anna-Kaisa Itkonen ha confermato un calo della dipendenza dalla Russia, dal 42-45% del 2022 al 12% attuale. L'energia russa continua comunque ad arrivare in Europa, direttamente soprattutto in Slovacchia e Ungheria e indirettamente tramite Paesi terzi come India e Turchia, che raffinano e rivendono il greggio.
Commenti
I commenti continuano sull'edizione del giorno: leggi l'ultima edizione e commenta le sue voci →.
Accedi con Telegram per commentare.
Commenti e responsabilità. Questo spazio è per discutere, non per convincere: le opinioni sono di chi le scrive, e qui si può contestare anche quello che abbiamo scritto. Passiamo a leggere tutti i commenti prima di pubblicarli, quindi il tuo può metterci un po' a comparire — è il tempo che ci serve per tenere la conversazione civile. Diamo per scontato un atteggiamento corretto; se qualcosa sfugge, lo togliamo. Quanto sopra vale come esclusione di responsabilità per i contenuti degli utenti ai sensi della normativa applicabile.