Washington e Teheran hanno scambiato minacce nel fine settimana, mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump valuta nuovi attacchi contro un complesso sotterraneo che gli Stati Uniti indicano come sito nucleare e che l'Iran nega. Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha avvertito sabato che una nuova offensiva riceverebbe una rappresaglia «geograficamente illimitata», esprimendo domenica la speranza che prevalga la razionalità e la via diplomatica.
Negli Stati Uniti il confronto si sposta sui fondi. Il senatore democratico Chris Murphy, del Connecticut, ha dichiarato la scorsa settimana al Middle East Institute che il Congresso deve «usare il potere di spesa per porre fine alla guerra», aperta da Trump a febbraio con l'obiettivo dichiarato dal segretario di Stato Marco Rubio di difendere Israele da una eventuale rappresaglia iraniana. L'organizzazione Just Foreign Policy chiede ai democratici di negare i finanziamenti alla Difesa nel bilancio che scade l'11 dicembre, ricordando che ai repubblicani servono sette voti democratici per approvare la proroga. Le elezioni di metà mandato si tengono domani.
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