Afreximbank e l'Organizzazione dei produttori di petrolio africani (APPO) hanno costituito formalmente il 31 ottobre ad Abuja, in Nigeria, la Banca energetica africana (AEB), oltre quattro anni dopo l'avvio del progetto e con circa 20 mesi di ritardo. La capitale nigeriana ha superato le candidature di sei Paesi, tra cui Ghana, Algeria, Sudafrica e Benin. Primo presidente è Helmy Ghazi, ex vice amministratore delegato di HSBC Bank Egypt.
Il capitale autorizzato è di 5 miliardi di dollari, un tetto massimo: finora sono stati mobilitati circa 500 milioni, di cui 222 da Afreximbank e un contributo nigeriano tra 100 e 200 milioni. La banca punta a 10 miliardi di finanziamenti nella prima fase operativa e ad almeno tre progetti nel 2027, a partire da raffinerie e oleodotti regionali.
Il mandato copre l'intera filiera energetica. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalle importazioni di prodotti petroliferi, ampliare il commercio energetico intra-africano e finanziare una transizione guidata dai governi: servono circa 200 miliardi di dollari di investimenti e 600 milioni di persone restano senza elettricità.
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