In Ucraina circa il 2% dei droni impiegati contro le forze russe si affida all'intelligenza artificiale per colpire bersagli prestabiliti, quando la navigazione satellitare e i collegamenti radio vengono disturbati. Su un totale di circa 5 milioni di droni lanciati nel 2025, la quota equivale a circa 100.000 mezzi: la computer vision confronta le immagini riprese con quelle memorizzate e sostituisce l'operatore umano nella fase finale dell'attacco.
Kiev, in difficoltà per la scarsità di personale addestrato e di equipaggiamento convenzionale, spinge per un esercito guidato dall'intelligenza artificiale: sistemi per ricognizione, acquisizione dei bersagli, guerra elettronica e attacco autonomo. Restano i limiti: il riconoscimento visivo fatica a identificare lo stesso oggetto da angolazioni diverse e non è chiaro se un errore dipenda dai dati, dal software o dall'intervento umano.
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