Oggi i lavoratori portuali di oltre 110 scali in 22 Paesi di cinque continenti incrociano le braccia con lo slogan «I portuali non lavorano per la guerra». Lo sciopero, indetto da più di 25 sindacati, chiede la fine dell'offensiva israeliana a Gaza e degli attacchi militari statunitensi e israeliani contro l'Iran, ed esprime solidarietà a Cuba, Venezuela e Sudan.
In Italia, Francia, Grecia, Turchia e India sono stati proclamati scioperi di 24 ore, mentre altrove le astensioni sono più brevi. Stime del gruppo No Harbour for Genocide indicano che potrebbero restare fermi oltre 2 miliardi di dollari di merci, in porti che movimentano il 13,5% del trasporto marittimo mondiale.
Il movimento sindacale palestinese ha appoggiato l'iniziativa, invitando i sindacati a rafforzare boicottaggio e disinvestimento contro Israele.
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