In Italia il sindacato degli avvocati, l'Associazione nazionale forense, ha ripreso nei giorni scorsi il caso di un provvedimento giudiziario redatto con l'ausilio di un sistema di intelligenza artificiale generativa. Il ricorso contro l'atto è stato respinto in esame collegiale per insufficienza di prove: l'utilizzo dello strumento nella fase redazionale, secondo la motivazione, non dimostra che il giudice abbia delegato all'algoritmo l'attività interpretativa, valutativa o decisoria.
Il segretario generale dell'Anf, Giampaolo Di Marco, ha definito l'ordinanza contraddittoria rispetto alle decisioni con cui la magistratura ha sanzionato avvocati per atti contenenti riferimenti a sentenze inesistenti prodotti con l'IA.
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