La premier giapponese Sanae Takaichi ha aperto la strada a un possibile esame, da parte del Giappone, di sottomarini a propulsione nucleare: il 14 ottobre ha dichiarato in parlamento che il governo valuterà l'opzione in modo concreto e realistico. La discussione si intreccia con la revisione dei tre principali documenti di sicurezza nazionale, attesa entro la fine del 2026.
Nella coalizione di governo il Partito dell'Innovazione, partner minore, ha chiesto a giugno un'introduzione rapida di questi mezzi, mentre il partito di maggioranza LDP non ha finora sposato la proposta. Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha mantenuto aperta l'opzione, ricordando i costi e le competenze tecniche necessarie.
Tokyo dispone già di 23 sottomarini d'attacco diesel-elettrici e ha destinato alla difesa 9 trilioni di yen nell'anno fiscale 2026, il 3,8% in più rispetto all'anno precedente.
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