In Israele il premier Benjamin Netanyahu ha proposto di studiare l'uso delle criptovalute per aggirare eventuali sanzioni bancarie internazionali. L'idea è stata avanzata venerdì in un'intervista all'emittente economica Channel 10, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 27 ottobre.
La Banca d'Israele ha respinto la proposta con una nota di ieri: le criptovalute non possono sostituire i rapporti economici con i principali partner commerciali, e la strada giusta è prevenire le sanzioni e limitarne l'impatto. In una successiva intervista, sempre ieri, Netanyahu ha replicato di ascoltare e tenere conto delle obiezioni, ma di agire come ritiene giusto.
Oltre cento tra economisti, imprenditori ed ex alti funzionari israeliani hanno firmato una lettera in cui avvertono che una vasta ondata di sanzioni bancarie internazionali provocherebbe danni ingenti e irreversibili al settore bancario, agli esportatori, agli investitori e all'high-tech del Paese.
Commenti
Accedi con Telegram per commentare.
Commenti e responsabilità. Questo spazio è per discutere, non per convincere: le opinioni sono di chi le scrive, e qui si può contestare anche quello che abbiamo scritto. Passiamo a leggere tutti i commenti prima di pubblicarli, quindi il tuo può metterci un po' a comparire — è il tempo che ci serve per tenere la conversazione civile. Diamo per scontato un atteggiamento corretto; se qualcosa sfugge, lo togliamo. Quanto sopra vale come esclusione di responsabilità per i contenuti degli utenti ai sensi della normativa applicabile.