Alla vigilia del voto di metà mandato negli Stati Uniti, Ben Rhodes — democratico, ex vice-consigliere per la Sicurezza Nazionale con delega alla Comunicazione strategica nelle amministrazioni Obama ed estensore del discorso del Cairo del 2009 — firma sul numero di novembre della New York Review of Books il saggio «Biden's Choice», recensione del libro di Akbar Shahid Ahmed «Crossing the Red Line». Rhodes definisce genocidio quello commesso a Gaza e sostiene che il coinvolgimento dell'amministrazione Biden non fu inevitabile: la Casa Bianca aveva i mezzi per bloccare l'operazione israeliana, anche dopo il superamento della «linea rossa» di Rafah nella primavera 2024, quando fu sospesa la consegna di un solo carico di bombe da 2.000 libbre e poi ripreso il sostegno militare e la protezione politica nelle istituzioni internazionali.
Rhodes riconduce la complicità a pressioni politiche interne, identificazioni ideologiche e personali, convenzioni istituzionali e conformismo burocratico, e ridimensiona il peso del 7 ottobre nella politica americana verso Israele. L'ex consigliere chiede al partito democratico di fare i conti con questa eredità, davanti al rischio che i funzionari responsabili della linea di Biden tornino ai vertici della sicurezza nazionale senza aver cambiato posizioni.
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