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PILATI: LA VIOLENZA NEI CORTEI NASCE DALLE INTERAZIONI, NON DAI SINGOLI

Katia Pilati, professoressa di Sociologia politica all'Università di Trento, sostiene che la violenza nelle piazze non si spieghi con le intenzioni dei singoli ma con le interazioni tra manifestanti, forze dell'ordine e organizzazioni. Il riferimento è agli scontri di Milano del 17 ottobre, quando il corteo contro il caro vita è stato affiancato da centinaia di giovanissimi in nero: vetrine sfondate e saccheggi, con danni stimati da Confcommercio in circa mezzo milione di euro.

Il governo ha varato un decreto sicurezza con pene fino a cinque anni per chi partecipa a cortei violenti, fermo preventivo esteso ai minorenni e 500 militari a Milano. Il 24 ottobre, in otto città, il Dipartimento di pubblica sicurezza ha contato 9 arresti, 87 denunce e 371 persone fermate, tra cui 110 minorenni.

Pilati distingue le mobilitazioni organizzate, come il corteo studentesco del 16 ottobre, da quelle spontanee del 18, nate sui social. La repressione, afferma, può moderare o radicalizzare le proteste, mentre sindacati e organizzazioni intermedie possono mediare ed evitare l'escalation.

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