Il 9 ottobre 2026 Wall Street e le borse europee hanno subito forti pressioni per la svendita dei titoli di Stato. Il petrolio è risalito sopra i 105 dollari al barile e il gas a 80 euro, sulla scia delle nuove tensioni intorno all'Iran. L'escalation alimenta i timori di uno shock energetico e di una nuova fiammata dell'inflazione.
Il quadro è confermato dai verbali della Federal Reserve, che indicano la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno. Sulla pressione obbligazionaria pesa anche la competizione tra Stati e grandi società tecnologiche sul mercato dei capitali: la corsa all'intelligenza artificiale richiede investimenti ingenti in data center, chip e reti elettriche, finanziati con nuove emissioni di debito che in alcuni casi offrono rendimenti superiori a quelli dei titoli governativi.
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