Costerà 3,1 miliardi in dieci anni il ritorno graduale della buonuscita dei dipendenti pubblici a una condizione ordinaria, con l'accredito subito dopo il pensionamento. La manovra riguarda esclusivamente i pensionamenti di vecchiaia.
La nuova regola riduce di tre mesi all'anno, nei primi tre anni a partire dal 2028 (il 2027 non ha margini), il tempo tra pensionamento e accredito della prima rata, già sceso da 12 a 9 mesi con la scorsa legge di bilancio. Dal 2031 l'intervento si sposta sulla soglia di importo, oggi a 50mila euro, oltre la quale scatta la rateizzazione: la tranche iniziale sale a 10mila euro annui. Nel primo anno la misura assorbe 271,5 milioni, 45,2 milioni nel secondo, con un residuo positivo di 3,5 milioni nel 2029.
L'Inps aveva indicato fino a 15,6 miliardi per la cancellazione immediata dei meccanismi dilatori. Il 14 gennaio arriverà il verdetto della Consulta.
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