In Europa la combinazione tra istanze studentesche e richieste dei lavoratori su istruzione, alloggi, energia e spesa sociale potrebbe dar vita a un'ampia coalizione di scontento, con governi spinti a rivedere i bilanci e a sovvenzionare le tariffe. È quanto emerge da un'analisi diffusa domenica 18 ottobre, tre giorni fa, che colloca il fenomeno nel solco delle proteste europee di fine anni Sessanta.
Secondo lo scenario delineato, la rabbia sociale troverebbe nuovi mediatori politici: in alcuni Paesi rafforzerebbe la destra, in altri la sinistra o movimenti di protesta, con pressione sui partiti che hanno guidato l'Unione per anni. Aumenterebbero inoltre i negoziati nazionali, con richieste di eccezioni alle regole comuni e fondi per le singole economie.
Per l'Ucraina il rischio indicato è un finanziamento più condizionato, con nuove tranche legate a maggiori controlli e pressioni per una soluzione negoziata.
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