In Iran, la Repubblica islamica è guidata da otto mesi da Mojtaba Khamenei, nominato dopo l'uccisione del padre Ali nel raid israelo-americano del 28 febbraio. Ieri il nuovo ayatollah ha ordinato «una risposta immediata ed efficace, senza limiti geografici» a ogni nuovo attacco, dopo che Washington ha avvertito i Paesi del Golfo di possibili raid all'indomani del voto di metà mandato.
Il regime ha abbandonato la «pazienza strategica» dell'era di Ali Khamenei e si presenta più rigido: Ahmad Vahidi comanda i pasdaran, Hossein Taeb la milizia dei basij, Mohsen Rezaei e Saeed Jalili siedono al vertice del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Sul fronte diplomatico con gli Stati Uniti trattano il capo del Parlamento Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, del governo del presidente Masoud Pezeshkian.
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