Sei agenti della polizia locale di Milano sono accusati di arresti illegali, falso e calunnia. I pubblici ministeri hanno chiesto per loro il carcere, in un fascicolo di circa 200 pagine. L'ipotesi è che i verbali fossero alterati per giustificare il fermo di pusher.
Dalle carte emerge un modus operandi descritto come ripetitivo e di origine comune: un informatore indicava agli agenti i pusher da fermare, venivano usate esche, tra cui cittadini privati, e poi redatti atti che descrivevano falsamente i comportamenti degli arrestati, comprese cessioni mai avvenute. I fatti sarebbero stati raccontati in modo diverso anche rispetto a quanto riferito ai magistrati chiamati a convalidare i fermi.
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