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Le compagnie petrolifere statunitensi hanno registrato utili superiori a 130 miliardi di dollari tra aprile e settembre, contro meno di 47 miliardi nello stesso periodo del 2025. Il risultato è legato alle interruzioni delle forniture globali innescate dagli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran, iniziati alla fine di febbraio: produttori e raffinatori hanno sfruttato la volatilità del mercato e l'allargamento dei margini, con i prezzi di benzina e gasolio cresciuti più rapidamente di quelli del greggio.

L'aumento dei costi ricade sui consumatori americani, che a questa settimana hanno speso 147 miliardi di dollari in più per carburanti, circa 1.100 dollari per famiglia.

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