Lo statistico Roberto Volpi sostiene che la sostituzione etnica sia un fatto innegabile e, di fronte alla denatalità del Paese, inevitabile, e che vada piuttosto gestita e governata. La tesi è al centro del libro «Cronache dalla sostituzione etnica», in uscita il 13 novembre per Lindau.
Volpi individua una precondizione: perché si possa parlare di sostituzione, una popolazione deve non essere più in grado di assicurarsi un futuro, con uno squilibrio crescente tra nascite e morti che nessuna politica natalista, tradizionale o innovativa, riesce a correggere. Quando accade, si creano vuoti che la popolazione non riesce più a riempire e che gli stranieri in ingresso colmano. Secondo Volpi il fenomeno va immaginato sul lungo periodo e il problema non è negarlo, ma governare ciò che ne deriva.
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