In Iran, con la guerra contro gli Stati Uniti in corso da quasi otto mesi, deputati e alti funzionari della sicurezza sostengono pubblicamente che Teheran debba dotarsi di armi nucleari, rompendo un tabù che fino a pochi anni fa nessuno infrangeva. Il deputato Ahmad Bakhshayesh Ardestani ha affermato che il Paese ha già pagato il prezzo del suo programma atomico ed è tempo di produrre ordigni; il collega Hossein Ali Haji-Deligani ha indicato nella mancanza di deterrenza nucleare una delle principali debolezze iraniane.
Anche Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, ha detto che l'opzione nucleare non è fuori dal tavolo. Il dibattito avviene mentre gli impianti di arricchimento sono in gran parte distrutti o danneggiati dai raid e resta incerta la sorte dei 440,9 chili di uranio arricchito al 60%.
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