Le sovvenzioni del PNRR assegnate all'Italia, fino a 71,8 miliardi di euro, non sono risorse gratuite. L'Unione europea le ha finanziate sui mercati con l'emissione di titoli: quel debito va rimborsato con gli interessi attraverso il bilancio europeo, con il capitale in scadenza entro il 2058.
La Commissione europea non stampa moneta e non può cancellare il debito. Il rimborso grava sulle risorse proprie dell'Ue e, in ultima istanza, sui contribuenti. L'Italia partecipa al costo complessivo in base al proprio peso nel bilancio europeo.
Nell'asta del 28 settembre 2026 la Commissione ha registrato rendimenti del 4,003% per la scadenza 2035. In una simulazione a tasso costante, l'onere indiretto per l'Italia arriva a circa 77,99 miliardi, più dei 71,8 miliardi ricevuti.
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