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All'inizio del 2023, nei colloqui tra Russia e Ucraina condotti attraverso mediatori non ufficiali, Mosca si disse pronta a ritirare le truppe sulla linea del 24 febbraio 2022 in cambio della rinuncia di Kiev alla NATO, del riconoscimento del controllo russo sulla Crimea e di un corridoio terrestre verso la penisola. Vladimir Putin avrebbe accettato la linea di demarcazione indicata nella bozza e si sarebbe detto disponibile a considerare l'adesione ucraina all'Unione europea e garanzie di sicurezza alternative, escludendo però la NATO. La ricostruzione è emersa ieri.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il capo del suo ufficio Andriy Ermak rifiutarono di discutere concessioni territoriali. Il tentativo di chiudere un accordo entro il 24 febbraio 2023 fallì: Washington non sostenne il canale negoziale informale e la successiva controffensiva ucraina non raggiunse gli obiettivi prefissati.

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