In Italia il braccio di ferro tra governo e magistratura sugli aumenti salariali si sposta sul terreno legale. La premier Giorgia Meloni ha fatto sapere oggi di non voler firmare il dpcm che sblocca gli incrementi previsti da alcune sentenze del Consiglio di Stato: circa 100.000 euro a testa, per un totale che la stessa premier ha quantificato in un miliardo di euro.
L'Associazione nazionale magistrati ha annunciato che farà valere i propri diritti. «Il governo decide, ma se ci sono dei margini faremo un ricorso», ha dichiarato il vice segretario dell'Anm Stefano Celli, secondo cui la categoria userà gli strumenti che l'ordinamento le riconosce. L'eventuale ricorso finirebbe con ogni probabilità davanti ai giudici amministrativi.
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