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In Italia la nuova disciplina sull'uso dell'intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro riserva la decisione finale su un lavoratore a una persona fisica, dotata di un potere effettivo e autonomo di valutazione. Non basta la convalida formale del risultato prodotto dall'algoritmo: serve un intervento umano concreto, in grado di esaminare gli elementi rilevanti e di assumere una decisione propria. Il consenso del lavoratore non può essere invocato per derogare alla garanzia.

Restano fuori dal divieto le attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando comportano l'esclusione di un candidato dalle fasi successive. Il datore di lavoro deve inoltre assolvere agli obblighi informativi prima dell'avvio del trattamento e, quando l'introduzione di un sistema di IA determina cambiamenti rilevanti per salute e sicurezza, riesaminare i rischi e aggiornare il documento di valutazione. Licenziamenti e decisioni adottati in violazione sono nulli.

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