La Russia continua a colpire con droni a reazione le infrastrutture energetiche ucraine. Nella notte scorsa ha lanciato 167 tra missili e droni, di cui 77 a reazione, danneggiando una centrale elettrica di Kyiv e lasciando 600.000 persone senza corrente. I droni raggiungono i 600 km/h, oltre il triplo dei precedenti modelli a elica, e superano la velocità della maggior parte degli intercettori ucraini.
Per fermarli Kyiv schiera caccia F-16, torrette mitragliatrici con puntamento a intelligenza artificiale e missili scarsi a livello globale. Il primo intercettore a reazione è entrato in servizio il 21 agosto, ma la consegna su larga scala non è attesa prima di fine novembre.
Domenica il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato un cessate il fuoco energetico; gli attacchi russi sono proseguiti.
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