L'alta rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas ha accusato ieri i negoziatori statunitensi di cercare da quasi due anni di spingere l'Ucraina alla resa, parlando davanti al Parlamento europeo. La dichiarazione arriva mentre Washington ha interrotto la condivisione di intelligence con Kyiv e dopo che il presidente Donald Trump ha firmato un'esenzione che blocca l'entrata in vigore delle sanzioni alla Russia previste dalla legge Graham; la Casa Bianca chiede inoltre a Zelensky di fermare subito gli attacchi con droni contro impianti energetici russi.
Nella stessa giornata l'inviato statunitense Steve Witkoff e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si sono incontrati a Oslo, con il premier norvegese Jonas Gahr Støre come ospite e mediatore. Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito scandalose le accuse europee.
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