Un’analisi diffusa l’8 settembre sui 501 miliardari più ricchi del mondo sposta l’attenzione dalle emissioni dei consumi di lusso a quelle legate alla proprietà. Jet privati, yacht e immobili residenziali spiegano una quota marginale dell’impronta; il grosso deriva dalle quote in società quotate e non quotate, soprattutto nei settori di materie prime, industria e utility.
Con una contabilità basata sulla proprietà, le emissioni di un’impresa sono attribuite ai suoi azionisti in proporzione alle quote detenute.
Il 10 per cento più inquinante del campione concentra il 76 per cento dell’impronta, mentre la metà inferiore appena il 2 per cento. Circa cinquanta persone riuniscono tre quarti delle emissioni del gruppo.
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