Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, il generale Mohsen Rezaei, ha dichiarato oggi a Teheran che l'Iran non riprenderà i negoziati né riaprirà lo Stretto di Hormuz finché non saranno attuate le sette condizioni trasmesse tramite mediatori. In un'intervista all'agenzia Mehr, Rezaei ha indicato la sequenza richiesta: prima l'adempimento degli impegni, poi la riapertura dello stretto e infine la ripresa del traffico marittimo con nuovi accordi concordati con l'Oman.
Rezaei ha avvertito che, in caso di ripresa delle ostilità, potrebbero essere colpiti cavi di comunicazione, data center regionali e strutture per l'intelligenza artificiale. Ha inoltre affermato che i mercati energetici non torneranno alla calma per i prossimi tre anni e che la gestione dello Stretto di Hormuz è per Teheran un asset strategico legato alla sicurezza, non ai proventi di transito.
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