L'assegnazione del premio Nobel per la pace a Navi Pillay, ex Alta commissaria dell'Onu per i diritti umani, ha provocato la dura reazione di Israele. Il ministero degli esteri israeliano ha definito la scelta una strumentalizzazione del riconoscimento per legittimare l'odio contro Israele, mentre l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato il comitato Nobel di aver perso la «bussola morale».
Pillay ha presieduto la commissione d'inchiesta delle Nazioni unite che il 16 settembre 2025 ha concluso che Israele commette un genocidio a Gaza, individuando quattro dei cinque atti previsti dalla Convenzione del 1948. Tel Aviv respinge quelle conclusioni e le definisce la «maggiore menzogna del XXI secolo».
Il premio è stato accolto con favore dall'Autorità nazionale palestinese e da Hamas. Il presidente statunitense Donald Trump ha invece rilanciato un post del suo ex avvocato David Schoen, che accusa Pillay di odiare l'America e Israele.
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