Tre giorni fa, il 31 ottobre, Digos e Polizia postale hanno perquisito circa 60 persone in 23 città, su delega della magistratura e, nei casi consentiti dalla legge, di propria iniziativa. I controlli hanno riguardato chi avrebbe partecipato ai disordini del 17, 18 e 24 ottobre, chi si era mostrato online con oggetti contundenti e chi aveva promosso nuove mobilitazioni per il 31; si cercano anche gli autori di messaggi che incitavano alla violenza.
Sequestrate 5 repliche di pistola, un coltello rudimentale, un frangivetro, oggetti contundenti e 11 cellulari. A Bergamo trovati una replica di Beretta a pallini, maschere di plastica e vestiti collegati dalla polizia ai disordini del 17 ottobre; a Messina due pistole a salve, una mazza da baseball, un fumogeno e un passamontagna; a Cagliari una pistola a salve senza tappo rosso; a Torino abiti ritenuti rubati nei saccheggi; a Bologna due telefoni con filmati degli scontri del 24 ottobre. Accertamenti anche a Roma, Firenze, Napoli e Verona.
Il bilancio dei cortei vede 7 denunciati e 369 identificati a Roma, 12 denunce, 256 identificati e 11 accompagnati in Questura a Torino, circa 300 identificati a Bologna. Nelle chat degli organizzatori si profila un nuovo appuntamento per il 14 novembre.
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